Visualizzazione post con etichetta tutto l'anno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tutto l'anno. Mostra tutti i post

CAPELVENERE - Adiantum Capillus Veneris L. - Polipodiaceae


Descrizione: felce perenne alta cm; 40 circa; fusticini e piccioli di colore nero lucido; foglie picciolate, alterne fini e molli inciso lobate, in estate portano ai bordi gli sporangi; rizoma strisciante ramificato.

Habitat: dal piano ai colli contro pareti rocciose, vecchi muri, pozzi, caverne, in terreni umidi molto ombrosi.

Droga: rizoma, raccolto da settembre a metà ottobre; pianta intera, raccolta da giugno a fine settembre.

Proprietà: (uso interno): disintossicante e riducente per bevitori e fumatori; contro la tosse come espettorante ed emoliente.Principi Attivi: capillaridina, gomme, resine; acido: tannico e gallico.

Proprietà: (uso esterno) : stimolante e antiforfora; contro la caduta dei capelli.

altri nomi adiante nero, erba fontanina

come si presenta felce perenne, gracile ed elegante, dalle piccole graziose foglie a ventaglio di color verde tenero e rami tutti neri lucenti.

dove si trova spontanea lungo il litorale marino, pianura e collina, ama i luoghi umidi ed oscuri, l'interno dei fossi e le grotte, i bordi delle fontane.

quando si raccoglie durante tutto l'anno. Essendo una pianta pteridofita non porta né semi né fiori per cui non si parla di fioritura. Si riproduce a mezzo di spore che, cadendo sul terreno, originano una laminetta verde, il protallo, dal quale nasce una nuova felce. Per uso me dicamentoso si utilizza la pianta intera fresca.

quali azioni esercita espettoranti, eupneiche, emollienti, calmanti.

In caso di tosse si consiglia lo sciroppo Lasciare in infusione per 24 ore in 300 g di acqua, 25 g di foglie; colare e aggiungere 150 g di zucchero e 50 g di miele,
e rimettere a fuoco,rimestando, e cuocere fi
nché la soluzione non diventa sciropposa, Dosi: 4-6 cucchiai, lontano dai pasti,
Pianta della famiglia delle Adiantaceae (Polypodia-ceae). comune nelle regioni temperate e calde di tutto il mondo. In Italia si trova nei luoghi freschi e umidi dal piano alla zona submontana, vicino a fonti di acqua, rocce umide e pozzi.

Generalità

Questa piccola felce a rizoma perenne, strisciante e variamente ramificato, emette numerose foglie composte, pennatosette, alte in media fino a 30 cm (possono in casi particolari arrivare fino a 50).

Il picciolo fogliare è sottile, lucido, di colore nero. I segmenti di foglie sono anch'essi portati da piccoli piccioli dello stesso colore di quello più grande centrale. Le foglie hanno una forma ovale asimmetrica con base cuneata. mentre la parte terminale superiore della foglia è variamente incisa in piccoli lobi. Il colore delle foglioline è verde chiaro, con nervature scure e sporgenti. Il loro margine è ripiegato e protegge le formazioni che producono le spore: queste formazioni sono chiamate «sori».

Per scopi terapeutici si utilizza la pianta intera escluso il rizoma.

Questa elegantissima felce viene spesso coltivata dai giardinieri per scopi ornamentali.

Impiego terapeutico

La pianta era ben nota anche agli antichi Egizi e certamente venne utilizzata dai Greci e dai Romani. Trovò impiego anche nel Medio Evo. nelle indicazioni che ancora oggi sono valide per il capelvenere.

La pianta ha le seguenti caratteristiche proprietà: emollienti, antiinfiammatorie o decongestionanti, aromatizzanti. I principi attivi del capelvenere sono essenzialmente tannini, sostanze amare, olii essenziali, mucil-lagine.

Per questi suoi principi attivi e per le sue attività viene impiegato frequentemente in tutte le affezioni dell'apparato respiratorio, nelle riniti, nelle faringiti, nelle affezioni broncopolmonari. Il capelvenere è infatti espettorante, emolliente e leggermente sudorifero.

Sono note pure le proprietà antireumatiche del capelvenere, che inoltre come edulcorante viene utilizzato per la preparazione di sciroppi di sapore molto gradevole, impiegati anche nella tecnica farmaceutica come correttivi del sapore.

Va inoltre ricordato che la tisana è molto gradevole e può essere impiegata anche per dosi inferiori a quelle terapeutiche.

Per il suo elevato contenuto in sostanze tanniche il capelvenere ha anche un impiego cosmetico, per frizioni sul cuoio capelluto grasso e con forfora.

Preparazioni

Uso interno: si utilizzano l'infuso, il decotto, la tintura. L'infuso si prepara con 20 g di foglie di capelvenere

finemente sminuzzate per litro di acqua bollente. Si lasci* riposare per 5-10 minuti, si beve a tazze: 2 al giorno.

Il decotto si prepara con 30-40 g di capelvenere per litrc di acqua. Si fa bollire per 20 minuti agitando o mesco lando di tanto in tanto; si lascia raffreddare a temperatura ambiente, poi si filtra. Il decotto viene preso a tazzine: 3-^ al giorno.

L'infuso e il decotto alle dosi sopraindicate servono pei calmare le tossi, per curare raffreddori e raucedini, pe] decongestionare i bronchi. Le proprietà espettoranti ec emollienti del capelvenere sono utili nelle bronchiti acut( e croniche.

Tintura: la tintura si prepara con 200 g di foglie d capelvenere per litro di alcool a 30-40°. Si lascia a macere per una settimana. Si filtra e si utilizza la tintura di ca pelvenere alla dose di 2-3 cucchiai al giorno.

La tintura ha le stesse indicazioni dell'infuso e del de cotto.

Uso cosmetico: si utilizza il decotto preparato alle dos indicate per uso interno.

Il decotto viene utilizzato per fare frizioni sul cuoio capelluto, per eliminare la forfora e per ridurre le secrezioni grasse.

Raccolta e conservazione

Le fronde o le foglie del capelvenere si possono raccogliere tutto l'anno. E necessario adoperare una forbice per recidere queste fronde alla base del picciolo. Non si deve infatti strappare questa parte aerea della pianta, in quanto inevitabilmente si danneggerebbe il rizoma non saldamente connesso con la roccia su cui si sviluppa né col leggero strato di humus che ricopre le piccole fessure della roccia. Le fronde così raccolte possono essere essiccate disponendole in strato sottile all'ombra, in locale ben aerato.

È possibile fare dei piccoli mazzetti con le fronde ed appenderli a un filo steso. Il capelvenere può essere conservato anche in sacchetti di carta chiusi o in vasi di vetro scuro. Si tenga comunque presente che esso teme in maniera particolare la luce che lo fa ingiallire in breve tempo

e ne riduce le proprietà terapeutiche. Il capelvenere va rinnovato tutti gli anni. »

Coltivare il capelvenere presenta notevoli difficoltà. Si tratta infatti di una pianta che esige condizioni ambientali del tutto particolari, soprattutto riguardo all'umidità che deve essere costante. Sono inoltre necessaria per una buona produzione delle fronde, condizioni di temperatura superiori ai 20°C.

Per chi volesse tentare questo tipo di coltivazione è necessario partire da rizomi che devono essere presi da piante spontanee o rifornendosi presso qualche floricoltore. Bisogna però in quest'ultimo caso fare particolare attenzione, in quanto le specie comunemente coltivate per scopi ornamentali sono molte, mentre solo il capelvenere nostrano ha le caratteristiche terapeutiche sopra descritte. Altri capelvenere indiani o sudamericani posseggono simili proprietà, ma in alcuni casi, poiché sono molto più ricche in principi attivi, il loro dosaggio dev'essere opportunamente ridotto.

Il rizoma deve essere tenuto quasi superficialmente in terreno sciolto, e il vaso di contenimento deve essere sempre immerso in acqua, affinchè per capillarità possa giungere alle sottili radici l'umidità necessaria per lo sviluppo. È necessario però assicurare anche l'umidità ambiente, mettendo il vaso sotto una campana di vetro. Bisogna infatti riprodurre le condizioni climatiche e di umidità di una serra.

Descrizione: felce perenne alta cm; 40 circa; fusticini e piccioli di colore nero lucido; foglie picciolate, alterne fini e molli inciso lobate, in estate portano ai bordi gli sporangi; rizoma strisciante ramificato.

Habitat: dal piano ai colli contro pareti rocciose, vecchi muri, pozzi, caverne, in terreni umidi molto ombrosi.

Droga: rizoma, raccolto da settembre a metà ottobre; pianta intera, raccolta da giugno a fine settembre.

Principi Attivi: capillaridina, gomme, resine; acido: tannico e gallico.

Proprietà: (uso interno): disintossicante e riducente per bevitori e fumatori; contro la tosse come espettorante ed emoliente.

Proprietà: (uso esterno) : stimolante e antiforfora; contro la caduta dei capelli.

altri nomi adiante nero, erba fontanina

come si presenta felce perenne, gracile ed elegante, dalle piccole graziose foglie a ventaglio di color verde tenero e rami tutti neri lucenti.

dove si trova spontanea lungo il litorale marino, pianura e collina, ama i luoghi umidi ed oscuri, l'interno dei fossi e le grotte, i bordi delle fontane.

quando si raccoglie durante tutto l'anno. Essendo una pianta pteridofita non porta né semi né fiori per cui non si parla di fioritura. Si riproduce a mezzo di spore che, cadendo sul terreno, originano una laminetta verde, il protallo, dal quale nasce una nuova felce. Per uso me dicamentoso si utilizza la pianta intera fresca.

quali azioni esercita espettoranti, eupneiche, emollienti, calmanti.

In caso di tosse si consiglia lo sciroppo Lasciare in infusione per 24 ore in 300 g di acqua, 25 g di foglie; colare e aggiungere 150 g di zucchero e 50 g di miele,
e rimettere a fuoco,rimestando, e cuocere fi
nché la soluzione non diventa sciropposa,

Dosi: 4-6 cucchiai, lontano dai pasti

CALENDULA - Calendula Officinalis L. - Asteraceae

Descrizione: erba alta cm, 50 circa, molto ramificata; foglie amplessicaule a margine intero, le inferiori sono spatolate, le superiori più piccole e pelose; fiori in capolini di colore giallo-arancio e giallo-rosso. Pianta della famiglia delle Compositae-Asteraceae, distribuita in Europa, Asia occidentale e Africa settentrionale. In Italia si trova spontanea dalla zona mediterranea alla zona submontana. Si conoscono molte varietà orticole, tra cui alcune a fiore doppio. Viene venduta come fiore reciso soprattutto nei mesi invernali.

Habitat: coltivata nel tipo hortensis; spontanea nella zona mediterranea e subalpina.

Droga: fiori o pianta intera, raccolti in estate.

Principi Attivi: olio essenziale di calendulina, saponi-ne e resine.

Proprietà: (uso interno): antisterico, emmenagogo, digestivo, stimolante, bechico.

Proprietà: (uso esterno) astringente, cicatrizzante, antisettico per geloni, piaghe, ustioni.

Parti della pianta utilizzate: Fiori e parti aeree; frutti.

Componenti principali:

fiori: glicosidi; carotenoidi; O.E.; mucillagini (1,5%); fitosteroli;

pianta: O.E.; flavonoidi; calendulosidi; alcoli triterpenici; steroli; caroteni; xantofille;

sostanze amare; tannini;

frutti: olio (16-26%) con acido calendulico (50-60%); acido laurico; acido miristico; acido

palmitico; acido palmitoleico; acido stearico; acido oleico; acido linoleico; acido linoleni-

co; proteine, aminoacidi e carotenoidi.

Effetti dimostrati: cicatrizzante; antiflogistico; antibatterico; antimicotico; estrogeno-simile; virustatico; immunostimolante (calenduloside B).

Effetti benefìci tradizionali: stimolante circolatorio; vulnerario; deostruente; lassativo; uterotonico; antiulcera ed antinfiammatorio gastro-intestinale.

Indicazioni: U.I.: flogosi orofaringee; dismenorrea.

U.E.: ferite con scarsa tendenza alla cicatrizzazione; ulcerazioni; ragadi; screpolature e geloni; ustioni; dermatosi secche, eczemi secchi tendenti alle ragadi, lichen planus; follicolite della barba; candidiasi dei neonati; herpes cutaneo; infiammazioni ghiandolari; acne; piodermiti, impetigini; blefariti e congiuntiviti.

Principali preparazioni: infuso; estratto glicolico; olio; crema (10%); talco; E.S.; E.F.; T.I. Dosi consigliate: infuso al 5%; E.S. 0,25-0,50 g/die; E.F. 1- 2g/die; T.I. 5-10 g/die. Avvertenze e precauzioni: nessuna Tossicità: non tossica alle dosi consigliate. Controindicazioni: ipersensibilità individuale alle compositae. Effetti collaterali: reazioni allergiche in soggetti sensibili.

Generalità

Spede annuale o raramente biennale, erbacea, raggiunge con lo scapo fiorale un'altezza massima di mezzo metro, ma per lo più è alta solo 25-30 cm. Ha una radice a fittone che emette numerose radici laterali.

Le foglie sono alterne sul fusto; le inferiori hanno forma di spatola, le superiori sono obovate e abbracciano il caule. I fiori sono raccolti in infiorescenze terminali a capolinq, grandi, di color giallo o arancio. Normalmente nelle piante coltivate tutti i fiori sono ligulati (fiori doppi), mentre nella specie selvatica solo quelli esterni sono ligulati, mentre quelli centrali sono tubulari.

I frutti sono degli acheni rugosi e muniti di piccoli aculei. Tutta la pianta è provvista di peli e di ghiandole oleifere.

Per scopi terapeutici si utilizzano i capolini, le foglie, le sommità fiorite.

Impiego terapeutico

Pianta forse sconosciuta agli antichi Greci e Romani o-confusa con altre Compositae. non trovòimpiegoper scopi

terapeutici se non in epoca rinascimentale. Viene descritta nel trattato di Mattioli come utile emmenagogo. Più tardi la calendola venne abbandonata, ma ritornò a essere impiegata largamente in quest'ultimo secolo. --

Le attività della calendola sono principalmente sudorifere, depurative, emmenagoghe, cicatrizzanti. Le si riconoscono inoltre proprietà stimolanti, antispastiche, antie-metiche e colagoghe.

Per le sue proprietà regolatrici del flusso mestruale (emmenagoghe) viene utilizzata sia nei casi di amenorrea sia nelle dismenorree.

Come cicatrizzante si usa la calendola nelle infiammazioni ed ulcere dell'apparato gastroenterico, o in applicazioni esterne sulle piaghe, le scottature, le ulcerazioni, nonché nell'acne, impetigine, eczema e contusioni.

Per le sue proprietà antispasmodiche e antiemetiche, viene utilmente impiegata negli spasmi gastrici e nelle contrazioni da vomito. L'attività colagoga della calendola, già intuita dalla medicina empirica, è stata poi scientificamente provata nelle disfunzioni della secrezione biliare.

I principi attivi della calendola sono dei carotinoidi, mucillagini; resine, e un olio essenziale.

Preparazioni

Uso interno: si utilizzano i fiori, coi quali si prepara l'infuso e la tintura.

L'infuso viene fatto con 10-15 g di fiori ridotti in piccoli frammenti per litro di acqua calda. Si lascia riposare per 10 minuti. Si beve alla dose di una tazza o due tazzine al giorno.

La tintura si prepara con 200 g di calendola per litro di alcool a 25°. Si lascia macerare per una settimana. Si filtra. Si somministra alla dose di 20-40 gocce al giorno, meglio in due volte. L'infuso e la tintura per uso interno servono per eliminare gli spasmi gastrici e per regolarizzare il ciclo e il flusso mestruale.

Uso esterno: si utilizzano i fiori o le sommità fiorite per preparare il decotto e la tintura alcoolica.

II decotto si prepara con 60 g di calendola secca per litro di acqua. Si lascia bollire per 10 minuti, poi si filtra dopo aver raffreddato a temperatura ambiente. Si usa il decotto per lavaggi o sciacqui alla bocca, o per preparare compresse con garza imbevuta. Questo preparato decongestiona le mucose e toglie l'infiammazione della pelle: è utile anche nell'eritema solare.

La tintura si prepara con 10 g di calendola per litro di alcool a 25°. Si lascia a macero per una settimana, poi si filtra. Va utilizzata solo per preparare compresse per pelli irritate o arrossate e per calli.

Disponendo di pianta fresca, si possono usare le foglie di calendola per preparare il succo, che diluito due volte con acqua può utilmente sostituire la tintura.

Uso cosmetico: Per le sue proprietà addolcenti e idratanti oltre che decongestionanti, la calendola viene utilmente impiegata per preparare bagni. Serve a tal scopo una manciata di fiori, immersi nell'acqua calda del bagno; per evitare che i fiori si disperdano nell'acqua, si avvolgono in una tela legata a sacchetto.

Questo tipo di bagno può essere utile per eliminare le irritazioni alle mani dovute al freddo.

Raccolta e conservazione

La calendola si raccoglie al momento della fioritura che inizia da settembre e continua fino alla primavera (con la coltivazione si possono avere piante fiorite tutto l'anno).

I fiori si raccolgono al mattino, in giornate asciutte, appena la rugiada è scomparsa.

Le foglie si raccolgono durante tutto il periodo di vegetazione della pianta e vengono utilizzate anche fresche per spremere il succo.

I fiori e le sommità fiorite si seccano all'ombra, in locale ben aerato, disponendoli in strato sottile, su graticciati. Si conservano in sacchetti di tela o di carta.

La calendola è facilmente coltivabile in qualsiasi tipo di terreno, partendo da seme. Si provvede alla semina in semenzaio dalla primavera all'estate. Si trapiantano le piantine quando hanno raggiunto l'altezza di 5 cm in file distanti 25-30 cm; la densità nella fila non deve essere superiore a 5-6 piante per metro. La calendola va bagnata d'estate una volta la settimana. Si può coltivare anche in vaso.

Etichette

Etichette

Abete bianco - Abìes alba Miller Abete rosso - Picea abies (L) Karsten Acacia o Gaggia Robinia - Pseudo-Acacia L. - Leguminoseae Acetabulario ACETOSELLA Achillea ACONITO - Aconitum Napellus L - Ranuncolaceae ADONIDE - Aldònis Vernalis L - Ranuncolaceae Adonide Estivale estivaledonisvemalisL AGLIO - Allium Sativum L - Liliaceae agosto AGRIMONIA - Agrimonia Eupatoria L - Rosaceae ALCHECHENGI ALCHEMILLA - Alchemilla Vulgaris L - Rosaceae ALLORO - Laurus Nobilis L. - Lauraceae ALOÈ - L. Aloè - Lilìaceae ALTEA - Althèa Officinalis L - Malvaceae ANGELICA - Angelica Silvestris L. - Apiaceae ANICE STELLATO ANICE STELLATO - Illicium Verum L - Magnoliaceae ANICE VERDE Antillide Anthyllis vulneraria L. aprile ARANCIO AMARO - Citrus Aurantium L - Rutaceae ARISTOLOCHIA - Aristolòchia Clematitis L. - Aristotele ARNICA Arnica Montana L. - Asteraceae ARNICA - Arnica Montana L. - Asteraceae aromaterapia Artemisia Artemisìa vulgarìs L Artemisia Verloto-rum Lam. Asaro Asarum europaeum L Asfodelo nAsphodelus albus Mili ASPARAGO ASPARAGO Asparagus officinalis Asperula Asperula odorata L. ASSENZIO MAGGIORE Artemisia Absinthium L - Asteraceae ASSENZIO MAGGIORE Artemisia Absinthium L - Asteraceae. ASSENZIO ROMANO - Artemisia Absinthium L - Asteraceae. autunno Avena Avena saliva L Ballotta Ballota nigra L BALSAMINTA BARBA DI BECCO BARDANA Arctium Lappa L – Asteraceae Basilico-Ocymum basilicum BELLADONNA Atropa Belladonna L. - Solanaceae BENZOINO - Styrax Benzoin Drya. - Styracaceae Betonica -Stachys officinalis (L) Trev BETULLA-Betula Alba L - Betulaceae BIANCOSPINO Crataegus Oxyacantha L. - Rosaceae Bistorta Polygonum bistorta Bocca di lupo-Melittis Melissophyllum L BOLDO-Peumus Boldus L - Monimiaceae BORRACINE - Borrago Officinalis L. - Borraginaceae BOSSO - Buxus sempervirens L. - Buxaceae bottega speziale BRIONIA - Bryonia Dioica Jacq. - Cucurbitaceae Bugula-Ajuga reptans L Caglio Galium verum L CALAMO AROMATICO - Acorus Calamus L. - Araceae CALENDULA - Calendula Officinalis L. - Asteraceae CAMEDRIO - Teucrium Chamaedrys L. - Lamiaceae Camepizio - Ajuga chamaepitys (L) Schreb CAMOMILLA Matricaria Chamomilla L. - Asteraceae CAMOMILLA ROMANA - Anthemis Nobilis L. - Asteraceae CANAPA INDIANA - Cànnabis Sativa L. Var. Indica - Cannabaceae CANNELLA - Cinnamomum Zeylanicum Ness. - Lauraceae CAPELVENERE - Adiantum Capillus Veneris L. - Polipodiaceae Cappero Capparìs spinosa L Caprifoglio Lonicera caprifolium L CARCIOFO - Cynara Scolimus L. - Asteraceae Cardiaca Leonurus cardìaca L Cardo dei lanaioli Dìpsacus sìlvester Huds CARDO MARIANO - Sylibum marianum (L.) Gaertn. CARDO SANTO - Cnicus Benedictus L. - Asteraceae Cario Linneo Carlina Carlina acaulis L Carota Daitcus Carota L Carrube Ceratonia siliqua L cartamo càrtamo Castagno d'India Aesculus hippocastanum L Cataria Nepaìa cataria L Cece - céce Cedrina Lippia triphylla (L'Hér.) Kunìze CELIDONIA - Chelidonium Majus L - Papaveraceae Celio Aureliano CENTAUREA MINORE - Erythraea Centaurium Pers. - Gentianaceae Centinodio Polygonum aviculare L Centocchio Stellarla media (L.) Vili cerfoglio cerfòglio Cetriolo Cucumis sativus L Chelidonia Cheìidonium majus L. CHINA - Cinchona L - Rubìaceae CICLAMINO - Cyclamen Europaeum L - Primulaceae CICORIA - Cichorium Intybus L - Asteraceae. Cicuta Conium maculatum L Ciliegio Prunus adiitm Cinoglosso Cvnoglossum officinale L Cinquefolium Potenììlla reptans L. Cipolla AlliumcepaL Cipresso 'Cupressus sempervirem L. Coclearia Coclearia officinalis L. Cocomero asinino Ecballìum elaterium (I.) A. Rich. Coda cavallina Equisetum arvense L COLCHICO - Còlchicum Autunnale L. - Colchicaceae COMINO - Ciminum Cyminum CONSOLIDA MAGGIORE - Symphytum officinalis L - Borraginaceae Coriandolo Coriandrum sativum L. Cotogno Cydónia oblonga Miller Cren Amoracia rusticana B.P. Caertner. Crescione Nasturtium officinale R. Dr. Crespino Berberis vulgarìs L CURCUMA - Curcuma Zedoaria L - Zingiberaceae DAMIANA -Turnea Aphrodisiaca L - Turneraceae dicembre Digitale Digitalis purpurea L Dioscoride Dragoncello Artemisia dracunculus L Dulcamara Solarium dulcamara L e Asphodelus ra-mosus L. EBBIO ECHINACEA EDERA - Edera Helix L. - Araliaceae Edera terrestre Glechoma hederaceaL EFEDRA - Ephedra Vulgaris Rich. - Gnetaceae ELEUTEROCOCCO Elicriso Helichrysum italicum G. Don. Ellebori ELLEBORO NERO - Helleborus Niger L - Ranuncolaceae Enula campana Inula heleniumL Epatica Hepatìca nobilis Milkr Epilobio Epilobium angusti/oliimi L EQUISETO Equisetum maximum Lam. Erba paris Parìs quadri/olia L Erba ruggine Ceterach officinarum DC. Erbe medicinali usate come portafortuna Erboristerìa popolare nel 1500 Erica Erica herbacea L. Erisimo Sisymbrium officinale (L.) Scop. ESCOLZIA EUCALIPTO - Eucalyptus Globulus Labili EUFRASIA - Euphrasia Officinalis L - Scrofulariaceae Eupatorio nEupatorìum cannabinum L fam. Labiate fam. Liliacee GALEGA - Galega Officinalis L - Leguminoseae Galeno Gelsomino (persiano yasamin). Genepì Artemisia glacialis L. GENZIANA MAGGIORE - Gentiana Lutea L. - Gentinaceae GENZIANELLA - Gentiana Acaulis L. - Genzianaceae Giaggiolo o iride - Iris pallida Lam. e Iris germanica L Giglio bianco - Lilium candidimi L. GIN SENG - Panax Ginseng Meyer. - Araliaceae. GINEPRO - Juniperus Communis L - Cupressaceae Ginestra dei carbonai - Sarothatnnus scoparius Koch. GINESTRINO - Lotus Corniculatus L - Leguminoseae GINKGO BILOBA Girasole Helianthus annuus L. Giuggiolo Tiiiphus jujuba Miller giugno GIUSQUIAMO - Hyoscyamus Niger L. - Solanaceae Gramigne Agropyrum repens P. e Cynodon dactylon (L)Pers Granoturco o mais Zea mays GRINDELIA Nome latino: Grindelia robusta Nuttal guarana' HARPAGO - Harpagophytum Procumbes L - Pedalaceae i Babilonesi e gli Ebrei IPERICO - Hipericum Perforatum L - Ipericaceae IPPOCASTANO Ippocrate ISSOPO - Hyssopus Offìcinalis L - Lamiaceae L'erboristeria araba L'erboristeria del Rinascimento L'erboristeria della preistoria L'erboristeria in Italia nel 900 L'ERBORISTERIA NEI SECOLI L'erboristeria nel 1600 e piante dì oltre oceano L'erboristerìa nel 1700 L'erboristeria nel 1800 L'erboristerìa nell'antica Grecia L'erboristeria nell'antica India L'erboristeria nell'antico Egitto L'erboristerìa presso i Fenici L'erboristeria presso i Romani Lampone Lappola Larice Lattuga Lauroceraso LAVANDA - Lavandaia Spica L. - Lamiaceae lazzeruòlo LE CIVILTA' E L'ERBORISTERIA Le origini dell'erborista in Cina LENTISCO - Pistacia Lentiscus L. - Anacardiaceae levìstico LICHENE ISLANDICO - Cetraria Islandica L - Parmeliaceae Licopodio LIMONE - Citrus Limonum Risso - Rutaceae Linaria Lingua cervina o Scolopendrio LINO - Linun Usitatissimum L - Linaceae LIQUIRIZIA - Glycyrrhiza Glabra I. - Leguminoseae luglio LUPINO - Lupinus Albus L - Leguminoseae LUPPOLO maggio MAMELIDE Nome latino: Hamamelis virginiae L Maometto MEDICI E FILOSOFI Mesuè Nel mondo contemporaneo novembre ottobre Paracelso ed i suoi seguaci PIANTE MEDICINALI E AROMATICHE Plinio "II vecchio" primavera Rhazes Ricettali RTIGLIO DEL DIAVOLO Nome latino: Harpagophytum procumbens D.C Teofrasto Trattati dedicati alle erbe tutto l'anno