Droga: semi, raccolti dall'inizio dell'estate alla fine di ot tobre.Habitat: centro Italia dal mare ai colli.
LUPINO - Lupinus Albus L - Leguminoseae
Droga: semi, raccolti dall'inizio dell'estate alla fine di ot tobre.Habitat: centro Italia dal mare ai colli.
LUPPOLO
LIQUIRIZIA - Glycyrrhiza Glabra I. - Leguminoseae
LINO - Linun Usitatissimum L - Linaceae
Descrizione: pianta erbacea bienne alta circa cm. 70 con fusto esile; foglie lanceolate acute; fiori in corimbo all'estremità del fusto di colore azzurro o cerulei peduncolati; semi ovali schiacciati di colore bruno rossicci.
Habitat: dal mare ai colli in terreni sabbiosi e erbosi. Droga: semi, raccolti da luglio a settembre.
Principi Attivi: acido linoleico, linolico, mucillagine, tannino, resine, gomme, proteine; acido miristico, paimitico, stearico.
Proprietà: (uso interno): lassativo, emolliente, risolvente, antinfiammatorio.Proprietà: (uso esterno); ascessi, anticatarrale, garga rismi, lavande, detergente, con il bianco dell'uovo sbattuto contro le ustioni.
Linum usitatissimum, fam. Linacee come si presenta pianta erbacea annua, a stelo eretto, alta 70-80 cm, con foglie allungate, fiori a cinque petali, bianchi, azzurri, violacei. I frutti sono delle capsule conte nenti semi, di color marrone-rossiccio, lisci, lucidi, ovali e piatti.
dove si trova originario del Caucaso, viene coltivato in tutto il mondo per le sue fibre tessili.
quando si raccoglie fiorisce in maggio-giugno. Per uso medicamentoso si utilizzano i semi, raccolti prima della maturazione del frutto e fatti essiccare in forni a calore moderato.
quali azioni esercita emollienti, rinfrescanti, lassative.
In caso di infiammazione intestinale si consiglia l'infuso. Far macerare per 1C minuti, in 100 g di acqua bollente, 10 g di semi pestati; filtrare accuratamente attraverso una mussolina o in colino a maglia fine. Dosi: tutto, caldo, al mattino a digiuno per diverse settimane. In caso di stati infiammateli si consiglia il decotto. Bollire per 10-15 minuti, al coperto, a fiamma bassa, in I I di acqua, 15 g di semi pestati; colare accuratamente attraverso una mussola o una garza fine. Dosi: 1 tazza, tiepida, al mattino, a digiuno, per diverse settimane
Pianta della famiglia delle Linaceae, originaria dell'Europa meridionale, coltivata ormai nelle zone temperate di quasi tutto il mondo per ottenere fibre che servono per la preparazione di tessuti particolarmente pregiati.
Generalità
II lino è una pianta erbacea annuale che raggiunge in coltivazione anche l'altezza di un metro in alcune varietà, mentre è assai più modesta in razze per la produzione di semi. I fusti esili portano foglie strette e sottili.
1 fion sono raccolti in infiorescenze terminali e presentano un calice formato da cinque sepali ovali con apice acuminato, mentre la corolla è formata da cinque petali di colore azzurro e di forma obovata, che si restringe a cuneo verso la base.
I frutti sono delle capsule di forma arrotondata.disposte tra i sepali persistenti: maturando li sorpassano in altezza. Ogni capsula contiene una decina di semi, di forma ovale e colore bruno - rossiccio, appiattiti, che in acqua si rigonfiano moltissimo per la presenza di mucillagini.
Allo stato spontaneo il lino si trova qua e là distribuito in tutta Italia; spesso si trovano anche piante sfuggite a coltivazioni.
Per scopi terapeutici si utilizano i semi.
II lino è stato coltivato sin dall'epoca preistorica, sia per l'ottenimento delle fibre che per i suoi semi commestibili. Le fibre di uno venivano già filate nell'età della pietra, secondo quanto risulta dai reperti storici.
La coltivazione di questa pianta era già molto diffusa in Egitto e in Mesopotamia. Si riscontrano frequenti citazioni sul lino tanto nella Bibbia quanto nei trattati dell'antica Grecia.
Gli Ippocratici utilizzavano i semi di lino già nel V-IV sec. a.C., tanto internamente che esternamente, contro i catarri, contro i dolori addominali, le diarree, la leucorrea; esternamente ne preparavano dei cataplasmi addolcenti. Teofrasto indicò per primo le proprietà antitussive del lino; Dioscoride lo descrisse come antiinfiammatorio sia interno che esterno e come lassativo, bechico, espettorante e addolcente. Plinio riprese queste indicazioni estendendone l'uso. Nel Medioevo e nel Rinascimento l'uso del lino fu continuato e in alcuni casi anche allargato.
Oggi si riconoscono ai semi di lino proprietà emollienti, addolcenti, diuretiche e aperìtive.
L'infusione di semi di lino agisce efficacemente in tutte le infiammazioni delle mucose e in tutte le malattie infiammatorie, soprattutto quelle delle vie urinarie.
Il uno viene utilizzato nelle gastriti, enteriti, peritoniti, dissenterie, costipazioni, disurie, cistiti, catarri vescicali e irritazioni dolorose dell'apparato urinario. A livello respiratorio attenua la tosse e favorisce l'espettorazione dei catarri bronchiali.
Per uso esterno il decotto di semi di lino è particolar-mente indicato per curare le dermatosi, i pruriti della pelle, le scottature, gli arrossamenti del cavo orale e della gola. L'impiego però più diffuso dei semi di uno è quello per cataplasmi risolventi ed emollienti delle tossi catarrali.
Preparazioni
Uso interno: si utilizzano direttamente i semi appena bolli in acqua tiepida. Si prende un cucchiaio di semi, si frantumano, si pon-
gono per 10-15 minuti in un bicchiere di acqua tiepida. Si lasciano rigonfiare e quindi si beve il tutto per regolare le funzioni intestinali.
Uso esterno: si utilizzano il decotto e i cataplasmi.
11 decotto si prepara con 20-30 g di semi di lino finemente triturati. Si lascia bollire per 10-15 minuti, poi si filtra per tela. Si utilizza il decotto così preparato per fare gargarismi, sciacqui, lavaggi o per la preparazione di compresse imbevute particolarmente indicate per combattere le infiammazioni della pelle e delle mucose.
Il cataplasma si prepara facendo cuocere per 5 minuti 200-250 g di farina fresca di lino per litro di acqua. Si ottiene così una polentina densa, da applicare direttamente sul petto a più riprese, caldissima, interponendo un telo e ricoprendola con un panno di lana per conservarne il calore il più a lungo possibile.
Uso cosmetico: con un litro di decotto, preparato come indicato per uso esterno e diluito nell'acqua della vasca, si prepara un bagno emolliente e rinfrescante.
Raccolta e conservazione
I semi di lino si ottengono per battitura delle piante raccolte al momento della maturazione dei suoi frutti. Si separano i semi dalle capsule per soffiatura o vagliatura, e si fanno seccare per uno - due.giorni al sole. Vanno poi conservati in sacchetti di carta sigillati o in vasi chiusi di vetro scuro.
I semi vanno rinnovati ogni anno, perché perdono in fretta le loro proprietà.
La coltivazione del lino rientra nelle pratiche agrono-miche. Per scopi terapeutici si può impostare una piccola coltivazione seminando direttamente in campo i semi di lino in file distanti 30-35 cm l'una dall'altra. Quando le
piantine avranno raggiunto uno sviluppo di 4-5 cm e le file risulteranno troppo dense, si potrà operare un diradamento.
Per favorire una buona fioritura e una conseguente buona fruttificazione, conviene intervenire in maggio con una concimazione possibilmente liquida, bilanciata. Nei mesi estivi la coltivazione del lino richiede irrigazioni periodiche.
Il seme di lino è acquistabile sia nei negozi di sementi che in quelli di erboristeria
Lingua cervina o Scolopendrio
Phyllìtis scolopendrum (L) Newman, sin. Scolopendrum vulvare Sm.
Pianta della famiglia delle Polypodiaceae (o Asplenia-ceae. secondo le più moderne classificazioni), distribuita in gran parte dell'emisfero boreale. In Italia si trova nei luoghi ombrosi e umidi: pozzi, rupi, anfratti di roccia umidi.
Generalità
La lingua cervina è una felce che ha un corto rizoma ricoperto da squame di colore bruno - rossastro, dal quale si originano a primavera numerose fronde che prima assumono una caratteristica forma a pastorale e quindi si distendono.
La lamina è lunga fino a 30-40 cm ed è di forma lanceolata, cuoriforme alla base e gradatamente ristretta verso l'apice, II margine è intero e frequentemente ondulato. Il picciolo fogliare si continua nella robusta nervatura centrale, da cui si dipartono anche le nervature secondarie tra di loro parallele.
Nella pagina inferiore delle foglie adulte si trovano particolari formazioni allungate e strette, disposte parallelamente alle nervature secondarie: sono i cosiddetti «sori». che contengono le spore. A maturità sono di colore marrone scuro. Le spore sono gli organi riproduttivi della pianta, che presenta due cicli vegetativi: quello descritto è lo stadio finale o sporofito.
Per scopi terapeutici si utilizzano il rizoma e le fronde.
Impiego terapeutico
II rizoma della lingua cervina ha proprietà diuretiche, espettoranti, astringenti e antiinfiammatorie. Viene usato soprattutto quale espettorante e per combattere le tossi persistenti.
Le fronde hanno le stesse proprietà; sono anzi più largamente utilizzate. Oltre alle proprietà sopra indicate, esse sono anche diuretiche e combattono le malattie del fegato, risultando particolarmente utili per la eliminazione dei calcoli epatici.
Per uso esterno le fronde di lingua cervina vengono utilizzate quali astringenti e cicatrizzanti, per lenire le scottature, per alleviare le infiammazioni dell'epidermide e delle mucose del cavo orale e della gola.
La lingua cervina'è stata iscritta in alcune farmacopee, tra cui la francese e la tedesca.
I principi attivi della lingua cervina sono delle mucil-lagini e delle sostanze tanniche.
Preparazioni
Uso interno: si utilizzano il rizoma è le fronde per la preparazione di un decotto con 20 g per litro di acqua.
Si lascia bollire per 10-15 minuti, a freddo si filtra per tela. Il decotto viene preso a tazzine: 2-4 al giorno per la tosse, per attivare la diuresi, per combattere i disturbi epatici con calcolosi.
Uso esterno: si utilizzano le fronde per la preparazione di un decotto concentrato, preparato con 40-50 g di questa parte secca finemente triturata per litro di acqua.
Si lascia bollire per un quarto d'ora, a freddo si filtra per tela. Si utilizza O decotto per fare sciacqui e gargarismi o per la preparazione di compresse imbevute, particolarmente indicate nelle scottature, negli arrossamenti della pelle, per lenire le infiammazioni delle mucose del cavo orale e della gola.
Uso cosmetico: il decotto di lingua cervina serve per frizioni sui capelli grassi.
Una-due manciate di foglie triturate di lingua cervina servono per la preparazione di un bagno che ha effetto rinfrescante, stimolante e astringente.
Raccolta e conservazione
La pianta, rizoma e foglie, si raccoglie da luglio a settembre. Si può sradicare l'intera pianta; se si desiderano solo le foglie, queste vanno recise alla base del picciolo, senza distruggere il rizoma.
Si seccano all'ombra, disponendole in sottile strato su graticciati, e si conservano in sacchetti di carta o di tela.
La coltivazione della lingua cervina non presenta difficoltà, se si parte da giovani piante raccolte in natura con un pane di terra. Può essere coltivata anche in un vaso, utilizzando terriccio acido di foglie di castagno o di erica.
La lingua cervina necessita per vegetare di umidità costante, che può essere riprodotta disponendo i vasi all'ombra e provvedendo a frequenti irrigazioni. Una esposizione a Nord è particolarmente indicata.
Linaria
Limrìa vulgaris Mìller
Pianta della famiglia delle Scrophulariaceae, distribuita in Europa e Asia. In Italia cresce dal mare alle zone montane, in quasi tutta la Penisola: nei luoghi coltivati, ai margini delle strade, lungo le siepi e nei prati.
Generalità
La linaria è una pianta erbacea perenne, con un rizoma sotterraneo ramificato da cui si originano numerosi stoloni. I fusti sono alti fino a 50-60 cm e normalmente sono semplici o poco ramificati (solo nella parte superiore).Generalità
Le foglie sono distribuite in maniera diversa sul fusto, semplici o in verticilli; hanno forma lineare o lanceolato • lineare, con margine intero ed apice appuntito. La superficie superiore è di un bel colore verde lucido, mentre l'inferiore è biancastra per la presenza di numerosi fitti peli.
I fiori, raccolti in infiorescenze terminali, sono disposti all'ascella delle foglie superiori. Il singolo fiore presenta un calice di forma campanulata, è glabro e diviso in cinque sepali acuti. La corolla è gialla ed ha una caratteristica forma a bocca di leone. che si prolunga posteriormente in un sottile sperone conico. La fauce è divisa in due labbra: il labbro superiore è rivolto verso l'alto ed è appena inciso in due parti,l'inferiore è trilobato e si ingrossa alla base.
II frutto è una capsula persistente che a maturità si apre lasciando cadere i numerosi piccoli semi neri. Per scopi terapeutici si utilizzano le sommità fiorite.
Impiego terapeutico
Si riconoscono alla linaria proprietà emollienti, addolcenti, diuretiche, purgative, un poco narcotiche, sudorifere, e risolutive.
Per le sue proprietà diuretiche e purgative viene utilmente impiegata nelle idropisie e in genere nell'obesità o nella difficoltà di minzione, mentre a livello gastroenterico combatte la stitichezza soprattutto senile.
Esternamente la linaria agisce sul sistema vascolare e viene quindi utilmente impiegata per combattere le irritazioni locali, le infiammazioni emorroidali, le congiuntiviti e le ragadi.
La polpa fresca di linaria è usata da molto tempo per il trattamento delle emorroidi: questa pianta infatti da un immediato sollievo, calmando il prurito e il dolore.
I principi attivi della linaria sono: sostanze tarmiche, sostanze mucillaginose, pectine e acidi organici.
Uso interno: si utilizza l'infuso preparato con 10-20 g di sommità fiorite secche di linaria finemente sminuzzate per litro di acqua bollente. Si lascia a riposo per 5-10 minuti, si filtra per tela.
Si somministra questo infuso nella dose di 1-2 tazzine al giorno, per attivare la diuresi o per rimuovere la stitichezza.
Uso esterno: si utilizzano la polpa delle sommità fiorite fresche o il succo, ottenuto per spremitura, e il decotto delle sommità fiorite secche.
La polpa o il succo si applicano direttamente sulle infiammazioni dell'epidermide, sulle emorroidi, o per eliminare l'arrossamento della cute o i foruncoli.
Il decotto di sommità fiorite secche si prepara con 50 g per litro di acqua. Si lascia bollire per 10-15 minuti, poi a freddo si filtra per tela.
Si utilizza il decotto così preparato per fare lavaggi o per la preparazione di compresse imbevute, che servono per alleviare i disturbi emorroidali o lenire gli arrossa-menti della pelle e detergere le palpebre.
Raccolta e conservazione
Le sommità fiorite di linaria si raccolgono all'inizio della fioritura, che va da luglio a settembre. Si taglia la pianta recidendola a 10 cm dal terreno, o meglio a 10 cm al di sotto dei fiori.
Le sommità si raccolgono in mazzi di 10-15. si legano e si appendono a un filo teso, all'ombra, in locale ben aerato.
Le sommità fiorite di linaria si conservano in sacchetti di carta o di tela. Vanno rinnovate tutti eli anni.
La linaria è pianta assai comune ovunque, e pertanto la sua coltivazione non è necessaria. Chi comunque volesse tentare questo tipo di coltivazione, sappia che è meglio partire dal trapianto di piante, che possono esser raccolte in natura al termine del ciclo vegetativo, da ottobre a novembre.
Si raccolgono i rizomi con un pane di terra e si pongono a dimora a una distanza di 20-25 cm l'uno dall'altro, in piena terra.
La linaria deve esser seguita con una concimazione bilanciata in primavera e con innaffiature periodiche, settimanali, durante il periodo estivo.
La coltivazione di linaria va rinnovata ogni cinque-sei anni.
Si può tentare anche la coltivazione da seme, che deve essere raccolto in natura e posto a germinare all'inizio della primavera, in semenzaio. Ottenute le piante, in maggio, esse verranno trapiantate in terreno, alla distanza sopra indicata.
Partendo da seme si riesce a ottenere piante produttive solo dopo due anni di coltivazione.
LIMONE - Citrus Limonum Risso - Rutaceae
Descrizione: albero tipo arbusto sempre verde alto circa 2-4 m. corteccia di colore grigio cenere; rami angolosi; foglie ovali e acute, lucide, punteggiate; fiori all'ascella delle foglie di colore bianco rossiccio.
Droga: scorza e frutto, raccolti dalla primavera all'autunno e in certe regioni tutto l'anno.
Habitat: coltivato nelle regioni Centro-Meridionali vicino al mare, anche in altre parti.
Principi Attivi: limonene, citrale, fellandrene, canfene, geraniolo, linaiole, esperedina, mucillagine, vitamina B CeP.
Proprietà: (uso interno): digestivo, carminativo, tonico, stomachico.
Proprietà: (uso esterno): tonico della pelle, antisettico, gargarismi, riniti, oftalmico, schiarente della pelle, rughe, ustioni da sole, contro le efelidi, astringente.
Pianta della famiglia delle Rutaceae, originaria dell'India e da tempo coltivata nelle zone temperate del globo.
In Italia è coltivata soprattutto in Liguria e nel Meridione. Scarse coltivazioni di limone si trovano anche lungo le rive del lago di Garda.
Generalità
II limone è una pianta legnosa a foglie persistenti, alta fino a 4-5 m.
Le foglie hanno forma ovale o allungata, con picciolo tondeggiante che presenta a volte due piccole ali ai lati. La lamina fogliare ha apice acuminato e margine intero o appena dentellato. La pagina superiore ha un colore verde lucente, mentre l'inferiore è opaca.
Tutte le foghe presentano in trasparenza dei punti traslucidi, semitrasparenti: si tratta di ghiandole contenenti olii essenziali.
I fiori, disposti all'ascella delle foglie, sono sonetti da corti peduncoli ramificati. Il singolo fiore ha un calice suddiviso in 3-5 lobi e una corolla formata da 4-8 petali di colore bianco all'interno e rosati esternamente. I boccioli fiorali infatti hanno una caratteristica colorazione rosa.
II frutto, chiamato anche «esperidio» come quello delle Rutacee agrumifere. ha forma ovale allungata, con una protuberanza di forma conica all'apice: a maturazione presenta una corteccia esterna di colore giallo vivo. La polpa carnosa interna è suddivisa in spicchi (5-10). in cui sono disposti i semi.
Per scopi terapeutici si utilizzano la corteccia del fusto, la scorza del frutto e il succo.
Impiego terapeutico
II limone è stato utilizzato sin dall'antichità, tanto in cucina che per scopi terapeutici, almeno dalle popolazioni asiatiche e dai Greci. È stato introdotto assai presto nella coltivazione dai Romani, e successivamente è stato importato in numerosi altri paesi a clima moderato e tropicale.
Il succo di limone ha proprietà antisettiche e viene utilizzato esternamente quale disinfettante per le ferite o le piaghe.
Oltre alle proprietà antisettiche, si riconoscono al limone proprietà aromatizzanti, vitaminizzanti, digestive, depurative e revulsive. Viene utilmente impiegato nella gotta e nel reumatismo.
Per le sue proprietà astringenti viene utilizzato per combattere esternamente gli eritemi solari e quale schiarente e detergente, oltreché purificante.
Dalla scorza del frutto si ricava per distillazione, o meglio per spremitura, un olio che ha proprietà aromatiche e antisettiche, utilizzato sia nell'industria farmaceutica che in quella alimentare, liquoristica e anche in profumeria.
Quest'olio esercita proprietà antisettiche, particolar-mente indicate per la terapia delle bronchiti sia acute che croniche e per le affezioni infiammatorie dell'apparato respiratorio e di quello urogenitale; è anche disinfettante del cavo orale e della gola. Sono infatti a tutti noti i gargarismi a base di limone per curare le tonsilliti.
L'olio di limone ha anche proprietà stimolanti sulla circolazione superficiale periferica, e perciò viene utilizzato in pomate e per frizioni antinevralgiche e antireu-matiche.
I principi attivi del limone sono olii essenziali che contengono umonene, citrale, cumaruie, e sostanze flavoni-che. Sono inoltre contenute nel succo del limone numerose vitamine, tra cui principalmente la vitamina C.
Uso intemo: si utilizza il succo del frutto per curare la gotta, i dolori reumatici, le artriti, e in genere le carenze vitaminiche.
Si possono preparare anche bevande con il succo di limone diluito con acqua, che hanno proprietà dissetanti e rinfrescanti.
Per uso interno si utilizza anche la corteccia del frutto, con la quale si preparano l'infuso e la tintura.
L'infuso viene preparato con 20 g di corteccia per litro di acqua bollente. Si lascia riposare per 5-10 minuti, si filtra per tela e si prende nella dose di 2-3 tazzine al giorno quale amaro tonico, aperitivo o digestivo.
La tintura viene preparata con 150 g di scorza finemente sminuzzata per litro di alcool a 60-70 gradi. Si lasda a macero per una settimana, si filtra per tela. Si lascia riposare questa tintura per 15 giorni - un mese e si somministra poi a cucchiaini, dolcificata con zucchero o dispersa in acqua come aperitivo o digestivo. «
Uso esterno: si utilizza il succo del frutto, eventualmente diluito con acqua, per fare sciacqui, gargarismi o lavaggi sull'epidermide e sulle mucose del cavo orale e della gola.
Il succo del frutto esercita le sue proprietà antisettiche o antimicrobiche.
Raccolta e conservazione
II frutto va raccolto alla maturazione, che avviene per un lungo periodo di tempo nell'arco dell'anno (in genere da novembre fino a marzo). Il frutto può essere conser vaio allo stato fresco anche per parecchi mesi.
Per la preparazione della corteccia secca si deve sbuc • ciare con un coltello il frutto, eliminando il più possibile la parte corticale di colore bianco, spugnosa. La corteccia preparata in lunghe strisce, viene essiccata al sole per due-tré giorni: se ne completa poi l'essiccamento all'ombra. Si conserva in sacchetti di carta o di tela.
La coltivazione del limone non presenta particolari difficoltà nelle zone temperate e calde.
Nel Nord, e in genere nelle zone dove si raggiungono temperature inferiori agli zero gradi durante i mesi invernali, occorre ritirare la pianta in serre o locali luminosi, a temperatura superiore ai 5-8 gradi.
Ci si può procurare le giovani piantine di limone da qualsiasi vivaista. Il limone ama un terreno sciolto, ricco di sostanze organiche.
Licopodio
Lycopodium clavatum L.
Pianta della famiglia delle Lycopodiaceae, distribuita nei boschi e nei pascoli soprattutto montani di quasi tutto il globo. In Italia si trova soprattutto nelle Alpi e nell'Appennini) settentrionale e centrale. In certe zone è assai raro, ma in certe altre, soprattutto nelle Alpi orientali, si. presenta anche con una certa abbondanza.
Generalità
II licopodio ha rami lunghi anche un metro, sottilissimi. striscianti e radicanti, divisi in maniera dicotomica e fittamente rivestiti di piccole foglie lunghe 5-7 mm e larghe 1-2. normalmente appuntite all'apice.
I rami fertili di questa pianta sono eretti o ascendenti, alti 10-15 cm, con foglioline più piccole e rade. Terminano in spighe in numero di 1-4, lunghe anche 3-5 cm. formate da brattee più larghe delle foglie, triangolari e arrotondate alla base. Queste brattee, come del resto le foglie, terminano in una minuta setola grigia.
All'ascella delle brattee sono disposti gli sporangi, a forma di fagiolo, che a maturità si aprono lasciando cadere le spore. Sono appunto queste spore, microscopiche. spesso riunite a quattro a quattro, a costituire la parte utile per gli scopi terapeutici.
Una curiosa utilizzazione del licopodio è quella per la preparazione del materiale pirotecnico: la polvere di licopodio permette infatti di ottenere particolari effetti luminosi.
Impiego terapeutico
La pianta intera del licopodio ha proprietà lassative, carminative, diuretiche, decongestionanti, ed esercita la sua azione protettrice sul fegato e sull'apparato urogenitale.
Il licopodio veniva utilizzato per curare la ritenzione spasmodica di urina dei bambini e le infiammazioni e i catarri vescicali degli adulti.
Per le sue proprietà lassative è stato a lungo utilizzato, fino ai primi anni del nostro secolo, per combattere le stitichezze senili.
Oggi l'impiego terapeutico per uso interno è stato completamente abbandonato.
Si riconoscono alle spore del licopodio proprietà disseccanti e addolcenti, come quelle riconosciute al talco. Si utilizzano pertanto per prevenire e combattere l'irritazione e l'infiammazione della cute, i pruriti, le eruzioni epi-dermiche, gli eczemi, erpes. foruncoli e ragadi.
Numerosi sono i preparati para - farmaceutici che utilizzano la polvere di licopodio per la preparazione di prodotti destinati all'igiene dei bambini.
Preparazioni
Uso esterno: la polvere di licopodio viene utilizzata direttamente o miscelata al talco per aspergere le pelli infiammate, macerate dal sudore, e per le manifestazioni cutanee sopra descritte, soprattutto dei bambini.
Uso cosmetico: la polvere di licopodio, mescolata a ciprie o talchi, viene utilizzata quale rinfrescante, soprattutto della pelle del viso.
Raccolta e conservazione
Si raccolgono le spighe quasi mature di licopodio nei mesi estivi (luglio e agosto).
Si seccano disponendole su tela fitta o su carta, in locale aerato. Al termine dell'essiccamento si battono e si passano a un setaccio a maglie finissime: si separano così le spore, che costituiscono la polvere di licopodio o semplicemente il licopodio, utilizzato per gli scopi terapeutici e cosmetici sopra descritti.
Le spore di licopodio si conservano in vasi di vetro scuro, chiusi. Si rinnovano tutti gli anni.
Questa pianta, come tutte le piante inferiori, presenta notevoli difficoltà per la coltivazione, che d'altra parte
non si rende necessaria, essendo la pianta, o meglio la polvere di licopodio, facilmente reperibile in qualsiasi negozio d'erboristeria.
Approfittando delle vacanze estive in montagna si può comunque fare una buona raccolta e prepararsi direttamente la polvere di licopodio per le necessità fitotera-peutiche.
LICHENE ISLANDICO - Cetraria Islandica L - Parmeliaceae
Descrizione: formato da un'alga e da un fungo in perfetta simbiosi; cespuglietto di cm. 10 circa, con tallo eretto, formato da lobi ondulati disuguali, di colore biancastro, rossìccio e verde; consistenza cartilaginea.
Droga: pianta intera, raccolta dalla primavera all'autunno.
Habitat: sulle Alpi e Appennini in boschi di conlfere e su rocce
Principi Attivi: cetrarina, lichenina, iodio, vitamina A, sali minerali.
Proprietà: (uso interno): emolliente pettorale, antivomito, amarotonico, decongestionante.
Proprietà: (uso esterno): emolliente e ammorbidente, per gargarismi.
Varietà della specie: C. Nivalis, C. Cladonia.
Nome latino: Cetraria islandica L. Acharius
Famiglia: Parmeliaceae
Ordine: Ascolichenes
Parti della pianta utilizzate: tallo disseccato. j
Componenti principali: mucillagini (65%); sostanze amare (acidi lichenici); acido usnico.
Effetti dimostrati: emolliente; galattoforo; antibatterico (anche contro il micobatterio); antimicotico; dermopurificante; proprietà amaro-toniche (infuso); immunostimolante. ,
Indicazioni: irritazioni ed infezioni orofaringee; tosse stizzosa; infezioni batteriche; micosi; inappetenza; gastroenteriti.
Principali preparazioni: infuso; E.S.; E.F.; T.I..
Dosi consigliate: infuso al 5%; E.S. 0,5-1,5 g/die; E.F. 4-6 g/die; T.I. 5-10 g/die.
Tossicità: non tossica alle dosi consigliate.
Controindicazioni: ipersensibilità individuale accertata verso la droga.
Pianta della famiglia delle Armeliaceae (licheni), distribuita nell'emisfero settentrionale. In Italia è presente soprattutto al Nord, nelle Alpi e nell'Appennino, generalmente al di sopra dei 1000 m. Si trova nei boschi, soprattutto quelli di conifere, ma anche sulle rocce e nei prati.
Generalità
II lichene islandico è una tallofita che vive sul terreno o sulla corteccia degli alberi e ha l'aspetto di un piccolo cespuglio eretto, formato da elementi lunghi fino a una decina di centimetri, appiattiti, larghi circa mezzo centi-metro e spessi non più di un millimetro. Questi elementi sono ramificati, o meglio biforcati, elastici e tenaci. Il colore è verdegrigio sulla pagina superiore, mentre sulla pagina inferiore la colorazione è chiara, bianchiccia o argentea.
Il margine presenta piccole sporgenze, come dei peli brevi e rigidi, mentre all'estremità dei lobi superiori si possono notare formazioni circolari singole o appaiate di colore bruno, dette «apoteci»: si tratta di organi particolari entro cui vengono prodotte le spore, che assicurano la riproduzione di questa pianta inferiore.
Queste formazioni sono però assai rare ed è molto difficile trovare questo lichene con tali organi produttivi. Essendo però il lichene islandico una pianta che ha la possibilità di riprodursi per via vegetativa, cioè per divisione dei fusti o talli, non ha grande necessità della riproduzione per spore.
Per scopi terapeutici si utilizza tutta la pianta, scientificamente detta «tallo».
Impiego terapeutico
II lichene islandico è stato utilizzato fin dall'antichità come tonico amaro, antiemetico e antianemico. Sono inoltre note le sue proprietà espettoranti, stimolanti, anticatarrali e antispastiche.
Per queste sue proprietà il lichene d'Islanda è utile negli stati irritativi dell'apparato gastrointestinale, nelle affezioni catarrali acute e nelle diarree con irritazione interna.
Nel Nord Europa e in Germania è un rimedio popolare utilizzato nella debilitazione generale dei convalescenti e per combattere le malattie dell'apparato respiratorio, catarri, tossi e asme.
A livello gastroenterico viene utilizzato per l'inappetenza, i dimagramenti, le diarree croniche, la dissenteria e le coliche. Serve anche come vermifugo e come antigottoso.
I principi attivi del lichene islandico sono dei glicosidi condensati: lichenina e isolichenina, e inoltre acidi lichenici, tra cui il cetraria) e l'usnico, nonché amidi e mucillagini. Per questi principi attivi, ma principalmente per l'elevato contenuto in acido usnico, il lichene islandico ha spiccate proprietà antimicrobiche.
Per uso esterno il lichene islandico può essere utilizzato per eliminare foruncoli e pustole, e in genere come detergente delle pelli grasse e acndche. Per le sue proprietà antimicrobiche serve esternamente quale disinfettante su piaghe e ferite.
Preparazioni
Uso interno: si utilizza il decotto, preparato con 20 g di tallo secco per litro di acqua. Si lascia bollire per 10-15 minuti, si filtra per tela. Va preso nella dose di 2-3 tazzine al giorno.
Si utilizza questo preparato per eliminare le infiammazioni intestiali e dell'apparato respiratorio.
Uso esterno: si utilizza prevalentemente il decotto concentrato, preparato con 40-50 g di tallo di lichene islandico per litro di acqua.
Questo decotto concentrato, da prepararsi come quello per uso interno, viene utilizzato per fare lavaggi o per la preparazione di compresse imbevute, da porre sulle pelli infiammate e foruncolose. Serve anche come disinfettante delle ferite e delle piaghe.
In sostituzione del decotto si può preparare la tintura alcoolica. utilizzando 150-200 g di tallo di lichene islandico per litro di alcool a bassa gradazione. 20-30 gradi. Si lascia a macero per una settimana, poi sì filtra per tela.
La tintura serve per detergere le ferite e per la preparazione di compresse.
Uso cosmetico: una manciata di lichene islandico permette dì preparare un bagno ad azione emolliente e purificante.
Per evitare che parti di questa pianta si disperdano in acqua, è bene racchiudere il lichene in una garza legata a sacchetto. Si immerge questo sacchetto nell'acqua del bagno e si agita di tanto in tanto per favorire l'estrazione.
Raccolta e conservazione: Il lichene islandico si raccoglie da marzo ad aprile oppure in settembre - ottobre, prima cioè che la vegetazione riparta o al termine del ciclo vegetativo estivo.
Si deve raccogliere il lichene islandico in giornate asciutte, quando la rugiada è scomparsa, asportandolo direttamente con le mani dai tronchi degli alberi, dal terreno o dalle rocce su cui vegeta.
Si distende in sottile strato su graticciati, all'ombra. in locale ben aerato.
Il lichene secco si conserva in sacchetti di carta o di tela. Mantiene le sue proprietà per due anni.
La coltivazione di questa pianta presenta serie difficoltà, soprattutto se praticata al di sotto dei 1000 m di altitudine. D'altra parte non è nemmeno necessaria, essendo la pianta comune, soprattutto nel Nord, in zone montane: è facile potersene approvvigionare in qualsiasi negozio di erboristeria
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